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TASSAZIONE DEL REDDITO - a cura del Dott. Vincenzo Paolo

Imposte Dirette

Norma di riferimento: art. 25–bis del D.P.R. n. 600/1973

Le prestazioni rese dagli incaricati alle vendite a domicilio sono soggette a ritenuta a titolo d’imposta (quindi definitiva) del 23%; tale ritenuta è commisurata all’ammontare delle provvigioni percepite ridotte del 22% a titolo deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito.

Il reddito imponibile netto si ottiene sottraendo dall’imponibile lordo (provvigioni, premi ed incentivi es. pari a 100) tale deduzione forfetaria:
Reddito netto = Reddito lordo – 22% = 78
Sul reddito imponibile così determinato deve essere operata una ritenuta a titolo d’imposta, pari all’aliquota prevista per il primo scaglione di reddito (23%).
Imposta= 78×23%= 17,94
I venditori incaricati alle vendite a domicilio sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi; nel caso in cui possiedano altri redditi non dovranno comunque essere dichiarate le provvigioni percepite per lo svolgimento di tale attività.
Inoltre tali soggetti sono esonerati dalla presentazione e dal versamento dell’IRAP, e, come precisato anche nella C.M. 110/E/1999 sono esclusi dagli studi di settore.

Profili IVA

Da un punto di vista del trattamento ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, l’art. 3 della Legge n. 173/2005 stabilisce che l’attività svolta dall’incaricato alle vendite a domicilio è considerata di carattere occasionale sino al conseguimento di un reddito netto annuo, derivante da tale attività, non superiore ad € 5.000; considerato che il reddito netto è pari al 78% delle provvigioni percepite la soglia dei compensi per essere considerata attività occasionale sarà pari ad € 6.426,10 (€ 6.410,26*78% = € 5.000). Di conseguenza, fino al raggiungimento di detto limite l’incaricato non avrà obbligo di:

  1. aprire la partita IVA;
  2. applicare l’IVA sui compensi percepiti;
  3. tenere le scritture contabili (né a fini IVA né ai fini delle imposte sui redditi).

Al momento di superamento della soglia prevista (quindi anche in corso d’anno, dalla prima operazione in cui viene superato il limite) l’incaricato alle vendite a domicilio diventa soggetto passivo IVA e scatta l’obbligo, entro 30 giorni, di apertura della partita IVA, e come precisato nella R.M. n. 18/E/2006, di assoggettare ad IVA i compensi che eccedono tale limite.

Regime previdenziale

Come previsto dall’art. 44 del D.L. 269/2003, a decorrere dal 1° gennaio 2004, gli incaricati alle vendite a domicilio hanno l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata Inps solo qualora il reddito annuo derivante da dette attività sia superiore ad € 5.000. Quindi, nel caso in cui l’incaricato alle vendite consegua un reddito netto annuo fino ad € 5.000 non ha l’obbligo di iscrizione alla gestione separata dell’INPS e nel caso in cui abbia rapporti con più imprese, per il calcolo del limite dovrà tenere conto della somma dei redditi percepiti da ciascuna impresa.

Nel caso di superamento del reddito netto annuo di € 5.000e quindi di un volume complessivo di provvigioni pari ad € 6.410,26 l’incaricato alle vendite a domicilio dovrà:·
1. iscriversi alla Gestione separata dell’Inps;·
2. versare in contributi dovuti (sulla parte di reddito eccedente € 5.000), ricordando che tali contributi sono per 1/3 a carico del contribuente venditore porta a porta e per 2/3 a carico dell’azienda mandante, contributi che dovranno essere versati entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento delle provvigioni.